Eredità digitale: i nostri dati dopo di noi

Cosa succede ai dati in caso di scomparsa? Che fine fanno privacy, consensi e account social? Cosa dice la legge e quali sono gli auspici per il futuro?

Ecco una sintesi del decalogo sull’eredità digitale pubblicato dal Consiglio Nazionale del Notariato

  • Il quadro giuridico è incerto. In Italia non esiste una legislazione specifica e non è detto che venga approvata in futuro.
  • Se Social network, posta elettronica, cloud non sono basati in Italia c’è il rischio di controversie internazionali
  • Alcuni servizi online prevedono che, in caso di morte, tutti i dati vengano distrutti, ma un giudice potrebbe disporre che vengano consegnati agli eredi.
  • Il nostro diritto ammette il “mandato post mortem” che permette di lasciare le credenziali dei nostri account digitali a una persona di fiducia, con indicazioni su cosa farne in caso di decesso
  • Attenzione ai dati nella disponibilità del defunto, ma che appartengono a terzi, come datori di lavoro o clienti: di regola vanno loro restituiti.

Quali dati sono legalmente a disposizione degli eredi? 

  • Sanità: è legittimo l’accesso alla cartella clinica di una persona deceduta, solo nel caso in cui le modalità della morte siano incerte.
  • Inps: per fini pensionistici
  • Agenzia delle Entrate, per verificare un’eventuale situazione debitoria
  • Conti correnti: per la successione

Cosa dice il GDPR al riguardo?

Il GDPR riconosce al “diritto alla protezione del dato” la valenza di diritto reale, rendendolo, di fatto, un diritto che passa in successione ereditaria: significa che gli eredi hanno in carico gli stessi diritti sui dati del defunto che lo stesso aveva durante la sua vita.

Trattandosi di una norma dominante, rispetto all’impianto normativo nazionale, rappresenta indubbiamente un riferimento per ogni specifica legge che dovesse essere approvata al riguardo dai singoli Paesi dell’UE.

Privacy digitale e Social network: quali strumenti abbiamo già a disposizione?

  • Facebook e Instagram: è possibile indicare un profilo erede che potrà chiudere il nostro profilo o trasformarlo in un account commemorativo. (Qui la procedura)
  • Twitter: il social si riserva il diritto di cancellare account inattivi da almeno 6 mesi.
  • LinkedIn: gli eredi possono contattare la piattaforma e chiedere la cancellazione dell’account della persona deceduta
  • Google: anche il colosso californiano, tramite la pagina dedicata alla Gestione account inattivo permette ai suoi utenti di decidere le sorti dei propri dati in caso di scomparsa.

La tua azienda ha già deciso come trattare i dati in suo possesso, in caso di decesso dell’interessato? 

 

 

 

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